Lo slancio ed entusiasmo con cui inauguriamo la rivista Poliorama si accompagna ad un sentimento di grande responsabilità dovuto alla consapevolezza di raccogliere il testimone della sua storica antecedente versione ottocentesca, sulle cui pagine si dava riscontro, con un approccio e sguardo ‘contemporanei’, dello straordinario fermento culturale che animava Napoli nel XIX secolo.
La creazione di una rivista è un passo inedito per la casa editrice della Fondazione Pietà de’ Turchini, che conta ormai più di venti anni di militanza nel mondo della musicologia internazionale. Un passo che si è fatto spedito, grazie alla ostinata volontà di due giovani e motivatissimi musicologi come Sara Amoresano e Lorenzo Corrado, e sicuro sotto la vigile attenzione scientifica di un ‘Maestro’ come Paologiovanni Maione con cui condividiamo le avventure musicali e scientifiche della Fondazione fin dalla nascita.
Poliorama ebbe un impatto sulla scena musicale e culturale napoletana ed italiana contribuendo alla diffusione della cultura musicale e alla formazione di un gusto per un ascolto informato e consapevole. Un proposito che la Turchini Edizioni persevera con determinazione, favorendo l’incontro e la convergenza, nonché il dibattito costruttivo, tra esperti di discipline e saperi diversi, ma tutti con la bussola orientata su Napoli come centro propulsivo e fenomenale di assoluta unicità nella geografia dei luoghi più creativi e produttivi del mondo, sotto il profilo musicale e culturale.
Nuovo è anche l’orizzonte cronologico a cui rivolge la sua attenzione scientifica la Pietà de’ Turchini, nella convinzione che l’Ottocento napoletano sia un tempo la cui complessità è stata sottovalutata e di cui si è raccontato spesso uniformandone i colori e soprattutto i contrasti, dovuti alla combinazione tra la stupefacente eredità della grande stagione barocca e le istanze rivoluzionarie ed incredibilmente innovative di un’epoca connotata da enormi cambiamenti e trasformazioni politiche, sociali, scientifiche e culturali.