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Cantieri25
Nel corso del Ventesimo secolo si è molto discusso sulle modalità esecutive della musica antica, spesso nel segno di un presunto rigore “filologico” e dell’uso di strumenti storici; l’urgenza di tali pratiche ha rivelato le contraddizioni di una ricerca ancora acerba e di un entusiasmo pionieristico talvolta eccessivo.
Col tempo, il lavoro tenace di studiosi e interpreti ha rimodulato l’approccio ai repertori, ma il dialogo tra storici e musicisti è rimasto difficile, anche per le attese di un pubblico abituato a consuetudini esecutive discutibili ma influenti.
Non sono mancati cortocircuiti dovuti a logiche di mercato e a soluzioni antistoriche che hanno però affascinato le platee. Persino alcuni repertori ottocenteschi, pur sotto l’egida di istituzioni prestigiose, hanno conosciuto interpretazioni solo apparentemente “informate”. Da queste riflessioni nasce l’idea dei Cantieri: uno spazio di confronto e ispirazione reciproca, fondato su rigore metodologico e attendibilità scientifica.


